Come scrivere bene

30 Gennaio 2008

Riporto una serie di consigli su come scrivere bene che, anche se non ho avuto modo di leggere bene ed esaminerò meglio in futuro, mi sembrano essere molto buoni per la scrittura di un post su un blog. Sono tratti da un articolo di Umberto Eco, in particolare dalla raccolta “Le bustine di Minerva”. Gli originali in inglese sono qui.

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10.Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11.Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

12.I paragoni sono come le frasi fatte.

13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14.Solo gli stronzi usano parole volgari.

15.Sii sempre più o meno specifico.

16.L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17.Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18.Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19.Metti, le virgole, al posto giusto.

20.Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21.Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.

22.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23.C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24.Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25.Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26.Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31.All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32.Cura puntiliosamente l’ortograffia.

33.Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34.Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.

35.Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36.Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37.Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38.Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.

39.Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

40. Una frase compiuta deve avere.

 

La perfezione

29 Gennaio 2008

Cito questa frase dello scrittore e aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry, di cui sono venuto a conoscenza grazie a questo post:

“Il semble que la perfection soit atteinte non quand il n’y a plus rien à
ajouter, mais quand il n’y a plus rien à retrancher.

“Sembra che la perfezione sia raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere”

Non ci siamo capiti bene

29 Gennaio 2008

Riporto questa scena dal primo film di Rambo, l’unico a mio parere che risalta nella serie proprio per non essere un film “alla Rambo”.

In particolare, questa battuta del colonello Trautman è epica:

“I don’t think you understand: I didn’t come here to rescue Rambo from you, I came here to rescue you from him”

Che in italiano diventa, più o meno: “Non penso che abbiate capito: io non sono qui per salvare Rambo da voi, sono qui per salvare voi da lui”.

PES vs FIFA

29 Gennaio 2008

Tra i due è risaputo che il primo ha una giocabilità decisamente più elevata, mentre l’altro punta più su licenze e spettacolo.

Qualche anno fa la scelta si basava su questo: PES, perchè è meglio in giocabilità anche se non ha molte licenze. Nel corso degli anni però PES non ha introdotto modifiche sostanziali, mentre FIFA ha recuperato in giocabilità. PES ha continuato a costare 70€ appena uscito, FIFA meno.

Oggi la scelta cade su FIFA, perchè se devo pagare solo per avere le nuove formazioni, tanto vale che siano almeno complete.

Per il principe, in Machiavelli, è più importante saper apparire che essere, poichè l’apparire ha natura mutevole, e meglio permette di adattarsi alle condizioni di contingenza che si presentano. Questo si può vedere nel 18° capitolo, che parla delle qualità del principe:

“A uno principe, adunque, non è necessario avere in fatto tutte le soprascritte qualità, ma è bene necessario parere di averle.”

Non importa dunque che un principe abbia delle qualità, è importante che mostri di averle. Per un principe sapersi adattare è fondamentale: il principe deve quindi saper mutare la propria apparenza per poter assorbire i colpi della sfortuna e poter accogliere la buona sorte, dato che mutare la propria essenza è molto più difficile.

Infatti l’apparire è mutevole, ma l’essere è fisso. Dato che il testo di Machiavelli ruota intorno alla contingenza delle situazioni, per il principe l’essere è dunque fatale, poichè non permette la flessibilità necessaria ad adattarsi:

“Anzi ardirò di dire questo, che, avendole et osservandole sempre, sono dannose, e parendo di averle, sono utile…”

Questo è forse il mio anime giapponese preferito, a fianco di GTO. Si tratta di una serie nata come novella-romanzo (genere che non esiste qui in Italia come lo intendono in Giappone) e trasportata poi in tv dai Kyoto Studios, gli autori di FMP: Fumoffu. Vista la qualità, anche visiva, di quest’ultimo, è lecito aspettarsi un ottimo lavoro in questa serie.

Le aspettative sono rispettate: questa serie è eccezionale sotto il punto di vista visivo, sonoro e narrativo. Non ho francamente voglia di spiegare la trama quando può tranquillamente essere letta nel link all’inizio del post, quindi mi limiterò ad esprimere le mie impressioni complessive.

Come ho già detto, la serie ha una qualità elevatissima, ma paga in durata: 14 episodi. Breve, ma molto intensa e incredibilmente divertente. Attualmente è disponibile solo in inglese e giapponese, ma spero che un girono possa arriviare anche qui in Italia.

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Sabato 26 la lezione di filosofia/storia aveva 2 argomenti a proposito dei quali discutere: la Shoah e la caduta del governo.

Essendo il 27 la giornata della memoria, abbiamo guardato un documentario sull’argomento, e abbiamo discusso su questa terribile vicenda ponendoci delle domande molto interessanti (tra le quali: “Perchè gli Ebrei?”, “Perchè non si sono difesi?” e quella che mi ha interessato di più, “Perchè chi sapeva non ha fatto niente?”).

A 5 minuti dalla fine delle due ore, una persona è saltata fuori ricordandno che avremmo dovuto discutere anche della caduta del governo. Il professore di getto ha risposto: “Mhh, ha ragione”. Poi, dopo averci pensato un attimo, ha trovato il perchè:

“Beh, mi sembra giusto. Il governo è caduto in un giorno, quindi 5 minuti sono più che sufficienti a parlarne, no?”

ProtectedData

27 Gennaio 2008

Questa classe del .Net Framework permette di crittografare i file con la tecnologia DPAPI di Windows, presente da Windows 2000 in poi. E’ stata introdotta con la versione 2 del framework.

La crittografia di un file è semplificata enormemente rispetto all’uso delle tecniche standard fornite con il .Net, grazie a questa tecnologia di Windows che cripta automaticamente un file con le credenziali dell’utente corrente e, eventualmente, con una password. Il meccanismo coinvolge 2 metodi statici di questa classe, Protect() e Unprotect() (con i dovuti argomenti).

Proprio per il coinvolgimento delle credenziali dell’utente bisogna però fare attenzione in caso formattazione.

Singularity

27 Gennaio 2008

Singularity è il nome del sistema operativo sviluppato dalla divisione research della Microsoft. Si tratta di un sistema opertivo sviluappato con un linguaggio derivato dal C#, il Sing#. Il sistema operativo è scritto per la maggior parte in managed code, tranne che per il processo di boot e l’HAL (che impiegano C e C++).

Attualmente è solo un progetto a scopo di ricerca, infatti sono stati rilasciati solo dei video relativi a questo progetto, e dei kit di ricerca ad alcune università.

IceWeasel

26 Gennaio 2008

IceWeasel sostanzialmente è Firefox con un nome diverso e alcune modifiche legate alla controversa licenza di Mozilla, non comletamente comopatibile con le licenze del progetto GNU e in particolare con quelle della distro Debian.

Nonostante il rebranding, ancche se non hho avuto modo di provarlo, il browser si basa sempre sul motore Gecko, quindi non ci dovrebbe essere nessuna differenza a livello pratico.