Per il principe, in Machiavelli, è più importante saper apparire che essere, poichè l’apparire ha natura mutevole, e meglio permette di adattarsi alle condizioni di contingenza che si presentano. Questo si può vedere nel 18° capitolo, che parla delle qualità del principe:

“A uno principe, adunque, non è necessario avere in fatto tutte le soprascritte qualità, ma è bene necessario parere di averle.”

Non importa dunque che un principe abbia delle qualità, è importante che mostri di averle. Per un principe sapersi adattare è fondamentale: il principe deve quindi saper mutare la propria apparenza per poter assorbire i colpi della sfortuna e poter accogliere la buona sorte, dato che mutare la propria essenza è molto più difficile.

Infatti l’apparire è mutevole, ma l’essere è fisso. Dato che il testo di Machiavelli ruota intorno alla contingenza delle situazioni, per il principe l’essere è dunque fatale, poichè non permette la flessibilità necessaria ad adattarsi:

“Anzi ardirò di dire questo, che, avendole et osservandole sempre, sono dannose, e parendo di averle, sono utile…”


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