Questa è una domanda postami tempo fa da un mio conoscente. Mi chiese perchè non si chiamano semplicemente “traduzioni”. Non seppi rispondere al tempo, ma adesso credo di aver capito il perchè. Il nome dovrebbe derivare dal latino “vertere”, che indicava la traduzione, originariamente di testi greci, non esatta, ma reinterpretata.

In realtà la definizione si scontra con ciò che effettivamente si fa con le versioni scolastiche, almeno nei primi anni: la traduzione è tutt’altro che una reinterpretazione, è una resa aderentissima alla grammatica originale.

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