Protocollo javascript:

29 Marzo 2008

Segnalo questo interessante articolo sul Javascript spoofing, che spiega anche, a grandi linee, cosa sia il protocollo javascript.

Più che di protocollo bisognerebbe parlare di pseudo-protocollo: non si tratta infatti di un vero e proprio protocollo di comunicazione, ma di un segnale che viene interpretato dal browser in modo da eseguire le righe di codice che seguono.

Se vengono usati codec basati su FFDShow per vedere i video, è possibile migliorare la qualità dell’immagine applicando alcuni algoritmi di post-processing per ottenere un effetto simile a quello ottenuto con il codec Purevideo di nVidia.  Con la differenza che FFDShow è gratuito, mentra il secondo è a pagamento.

Sono disponibili molte guide sull’argomento (ad esempio qui) e si possono ottenere buoni risultati, a patto di non voler far passare un video da Youtube per un 1080p.

The Day of Sagittarius

26 Marzo 2008

L’undicesimo episodio di The Melancholy of Haruhi Suzumiya (tredicesimo in ordine cronologico) è uno dei miei episodi preferiti, forse il mio preferito, di questa serie.

Il vero tocco di stile dell’episodio è la presenza della Sinfonia n.7 di Shostakovich “Leningrad“, scelta azzeccata per il contesto, e dalla trasformazione in chiptune della sinfonia al momento di passaggio dalla fantasia dei personaggi alla realtà del cartone. Questo è stato senza dubbio un accorgimento straordinario, che prova di quanta classe si può far mostra nella realizzazione di un anime.

The day of sag

Un altro tocco di classe è la scrittura di codice C realmente funzionante da parte di Yuki sul suo computer durante la partita: il programma, benchè incompleto, può effettivamente modificare codice in esecuzione.

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Ecco un vero “blog” sulla musica, che fa impallidire i miei striminziti post sulla musica anni 80: Orrore a 33 giri.

Su questo sito, che non è propriamente un blog, vengono presentate canzoni del passato, coprendo moltissimi generi (da Ramaya agli 883). Si potrebbe definirlo un blog in senso lato, ma questo fa parte di una discussione che tratterò in futuro, cioè l’abuso del termine “blog” da parte della gente.

Mi torna in mente questa frase pronunciata da uno dei miei professori (uno che il professore lo faceva sul serio, non come tanti altri). Il discorso era arrivato sul punto di decidere se fosse giusto o meno raccontare ai bambini le favole. Ricordo ancora le (quasi) testuali parole del professore, che disse: “Raccontare delle favole ai bambini è sbagliato, ma dirgli che andrà tutto bene è criminale. Nella vita infatti non va tutto bene…”.

Infatti, raccontando loro ciò, si permette ai bambini di crearsi delle aspettative che non verranno poi rispettate, generando delusione e quindi dolore.

Proprio a questo proposito voglio citare l’anime “School Days“. Devo certamente ammettere di aver iniziato a guardarlo per la sua sfumatura hentai, ma alla fine mi è parso evidente che rappresenta bene il principio discusso qui: il finale della serie infatti è “leggendario“.

La legge non basta

23 Marzo 2008

Riporto le parole dello Straniero, dall’opera di Platone Politico, 294b:

“Perché una legge, anche se comprendesse perfettamente ciò che è migliore e nello stesso tempo pìù giusto per tutti, non sarebbe mai in grado di dare gli ordini migliori: infatti le incongruenze degli uomini e delle azioni, e il fatto che non vi è mai nulla, per dire, che non sia in fermento nella condizione umana, non permettono che nessun’arte, quale che sia, sveli qualche semplice formula, in nessun ambito, valida per qualsiasi questione e in tutti i tempi. “

Servirebbe dunque, nel migliore dei casi, un uomo politico in grado di gestire l’applicazione della legge in base alla contingenza della situazione.

Almeno questo è un argomento contro tutte quelle persone che vanno in giro dicendo che le regole sono fondamentali (professori) e che non si rendono conto che la loro applicazione non è esente da discussioni e che non si tratta di verità fondamentali indistruttibili.

Cosa interessante e inerente al mio precedente post sull’importanza della scrittura, Giovanni Giorgini, nel suo commento al Politico, fa notare che con la legge non si parla, come non si parla di fronte alla sordità della scrittura (ed è per questo che la dialettica è lo strumento fondamentale del filosofo). Troviamo questo concetto anche nel Fedro, 274c-275e:

 Socrate: “C’ é un aspetto strano che in realtà accomuna scrittura e pittura . Le immagini dipinte ti stanno davanti come se fossero vive , ma se chiedi loro qualcosa , tacciono solennemente . Lo stesso vale pure per i discorsi : potresti avere l’ impressione che parlino , quasi abbiano la capacità di pensare , ma se chiedi loro qualcuno dei concetti che hanno espresso , con l’ intenzione di capirlo , essi danno una sola risposta e sempre la stessa . Una volta che sia stato scritto poi , ogni discorso circola ovunque , allo stesso modo fra chi capisce , come pure fra chi non ha nulla a che fare e non sa a chi deve parlare e a chi no . E se é maltrattato e offeso ingiustamente ha sempre bisogno dell’ aiuto dell’ autore , perchè non é capace nè di difendersi nè di aiutarsi da solo .”

Buona Pasqua

23 Marzo 2008

Colgo l’occasione per augurare a tutti felici festività pasquali.

Segnalo questo post sul blog di Marco Minerva, che a sua volta punta a questo post su un blog MSDN, che a sua volta punta all’articolo in questione: What every programmer should know about memory.

In questo articolo viene affrontata la gestione della memoria a basso livello da parte del computer, e vengono riportate alcune tecniche per l’ottimizzazione dell’uso della cache della cpu (e dell’uso della RAM). E’ comunque difficile che si debba ricorrere a tecniche così low-level per ottimizzare un programma, è comunque però un argomento molto interessante.

Riporto qui i link di tutti i post sulle canzoni di quegli anni del mio blog:

Disco music anni 80

19 Marzo 2008

Prosegue la rassegna di pezzi anni 80:

 

Segnalo inoltre “Ramaya“, non tanto perchè abbia a che fare con questo periodo ma perchè il cantante (Afric Simone) dà veramente spettacolo quando la canta (e lo dava quando la cantava).