La scrittura impigrisce la mente?

Marzo 5, 2008 at 5:52 pm (Citazioni, Filosofia, Latino) (, , , , , , , , , , , , , )

Socrate non scrisse mai nulla: riteneva che la scrittura procurasse soltanto opinioni a coloro che la imparavano, mentre solo attraverso la parola si poteva veramente essere sapienti (Platone, Fedro, 274 c-276 a):

“…Perché esso (l’alfabeto, per metonimia la scrittura) ingenererà oblio nelle anime di chi lo imparerà: essi cesseranno di esercitarsi la memoria perché fidandosi dello scritto richiameranno le cose alla mente non piú dall’interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei: ciò che tu hai trovato non è una ricetta per la memoria ma per richiamare alla mente. Né tu offri vera sapienza ai tuoi scolari, ma ne dai solo l’apparenza perché essi, grazie a te, potendo avere notizie di molte cose senza insegnamento, si crederanno d’essere dottissimi, mentre per la maggior parte non sapranno nulla; con loro sarà  una sofferenza discorrere, imbottiti di opinioni invece che sapienti”

Eppure, se è ricordato come uno dei filosofi più grandi del passato è proprio grazie agli scritti di Platone.

Anche Cesare riporta come i druidi imparassero a memoria i libri, ritenendo che la scrittura impedisse alla memoria di essere esercitata (De Bello Gallico, Liber VI, 14):

 ”Magnum ibi numerum versuum ediscere dicuntur. Itaque annos nonnulli vicenos in disciplina permanent. Neque fas esse existimant ea litteris mandare, cum in reliquis fere rebus, publicis privatisque rationibus Graecis litteris utantur. Id mihi duabus de causis instituisse videntur, quod neque in vulgum disciplinam efferri velint neque eos, qui discunt, litteris confisos minus memoriae studere: quod fere plerisque accidit, ut praesidio litterarum diligentiam in perdiscendo ac memoriam remittant.”

Cosa bisogna concludere allora, che la scrittura sia positiva o negativa? Sicuramente la scrittura non avrai mai la stessa forza espressiva della parola, ma sicuramente la parola è particolare: come dice la locuzione latina, verba volant, scripta manent. Sicuramente non si può prescindere dall’ uso della scrittura come punto di partenza per costruire un discorso razionale, come non si può affidare alla parola concetti che non ci si può permettere di perdere.

1 Commento

  1. La legge non basta « Satius est supervacua scire ha detto,

    [...] interessante e inerente al mio precedente post sull’importanza della scrittura, Giovanni Giorgini, nel suo commento al Politico, fa notare che con la legge non si parla, come non [...]

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