Le ciabatte e i libri

6 Agosto 2008

Riporto questo divertente episodio capitato quest’anno a scuola, che riguarda un mio professore. Mi è rimasto impresso per svariati motivi.

Innanzitutto devo premettere che il professore in questione era giovane, sui 30 anni, e non era tipo da “scoraggiarsi” facilmente, anzi. Ha spiegato fino all’ultimo minuto dell’ultima ora di scuola, fino alla fine, senza che nessuno comunque lo ascoltasse.

In ogni caso, un giorno si è presentato a scuola in ciabatte, nonostante il nostro preside avesse già diramato una marea di circolari per “contenere” l’impulso a combattere il caldo andando a scuola svestiti. Io personalmente non me n’ero nemmeno accorto, se non che nel bel mezzo della lezione il professore in questione viene fuori dicendo:

Dopo aver scoperto quello che bisogna fare per diventare insegnante di ruolo, posso permettermi di venire a scuola il sabato a spiegare l’Abbagnano in ciabatte.

A quel punto chiesi al professore cosa bisogna fare per diventare insegnante di ruolo, e lui spiegò il lunghissimo e a tratti paradossale iter da seguire.

Questo episodio mi è rimasto impresso perchè è stato l’unico momento durante l’anno in cui il professore ha “ceduto”, proprio lui che andava declamando i paradossi dello stato italiano (come tutti i professori del resto) e non per questo si era mai scoraggiato.

P.S. Il mio professore di filosofia, come si dovrebbe essere capito ormai, odiava l’Abbagnano. Non passava una lezione senza una critica al manuale, e verso la fine dell’anno era ormai diventato un momento irrinunciabile e divertente la solita filippica contro il libro peggiore della storia dell’umanità… Se non altro noi ridevamo… Questo evidenzia comunque quanta carica avesse l’espressione sopra: normalmente il professore non avrebbe detto “spiegare l’Abbagnano”, avrebbe detto “correggere”.

La camisa negra

6 Agosto 2008

Ho recuperato questa canzone dopo averla sentita di nuovo, dopo molto tempo, durante i titoli di coda del film “Olè” (proprio quello di Natale che è stato tanto criticato, e a buon motivo a quanto pare). A parte che è la parte migliore del film, devo dire che questa canzone mi piace proprio, sia per il ritmo, sia per il tema.

Si parla infatti del tradimento di una ragazza, che ha come risultato la “morte” del cuore del cantante, che veste “la camisa negra” in segno di lutto. Qui la traduzione (che riporto anche a fondo pagina).

Includo il video da Youtube, sul quale devo dire due cosette: la prima è che probabilmente mi piacerebbe essere come Juanes (per attirare le ragazze), la seconda è che il personaggio più figo è il vecchio che suona la chitarra. Non solo per gli occhiali scuri, ma soprattutto perchè ha due fighe che gli ballano attorno.

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