Quanto bisogna studiare?

18 Giugno 2009

Quando si frequenta il liceo, in particolare durante il biennio, una delle cose su cui insistono di più i professori è l’acquisizione di un corretto metodo di studio, utilizzabile anche all’università.

Non mi dilungherò su quale sia il metodo di studio più giusto, perchè ognuno ha il suo personalissimo sistema. Quello su cui mi voglio concentrare ora è il quando applicare il sistema, su cosa e per quanto tempo.

Per questo riporto una citazione da Seneca, dalla lettera 108 sugli insegnamenti di Attalo (paragrafo 2):

Non quantum vis sed quantum capis hauriendum est.

In sostanza Seneca dice: “Devi imparare non quello che vuoi ma quello che puoi”. Riprendendo il discorso che Seneca faceva nelle righe precedenti, non bisogna studiare “a caso”, concentrandosi solo su quello che piace e saltando di palo in frasca a seconda di come tira il vento.

Bisogna seguire un ordine logico e lasciare i giusti tempi di assorbimento nello studio; la cosa più importante però è procedere per gradi: prima di studiare le cose complesse è necessario capire le cose semplici.

Purtroppo è molto facile dimenticarsi di questa regola.

The bell tolls for thee

15 Giugno 2009

Vorrei soffermarmi un secondo su una delle frasi più famose di John Donne, tratta da “Devotions upon Emergent Occasions“. Riporto per intero il passaggio (Meditation XVII), evidenziando la frase in questione:

No man is an island, entire of itself; every man is a piece of the continent, a part of the main. If a clod be washed away by the sea, Europe is the less, as well as if a promontory were, as well as if a manor of thy friend’s or of thine own were: any man’s death diminishes me, because I am involved in mankind, and therefore never send to know for whom the bell tolls; it tolls for thee.

Il significato di questo passo è che ogni uomo è collegato agli altri uomini indissolubilmente, ed è responasible delle azioni degli altri quanto delle sue, nonchè partecipe delle loro emozioni e dei loro sentimenti (questa è ovviamente già un’interpretazione).

Ma il punto che mi preme di più è un altro. Quando sentii per la prima volta la frase evidenziata, il mio primo pensiero non fu quello di dire che la campana suona per te affinchè tu partecipi al dolore. La mia prima reazione fu quella di dire che la campana suona per te, nel senso che è la tua campana. Messa in altri termini, quando un altro uomo muore, è come se fosse giunta la tua ora. O meglio ancora, slegata dal contesto specifico: “Non mandare mai a sapere per chi suone la campana, perchè quando la campana suona, suona la tua morte”. Un po’ triste forse, ma sicuramente fa più effetto del senso originale (almeno io la penso così).

La scusa migliore

14 Giugno 2009

Leggendo “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo sono incappato in una frase particolare:

È un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.

Leggendola ho subito pensato a quante volte io stesso ho usato questa scusa.

Windows 7 = (Vista + XP)

10 Giugno 2009

Ho installato pochi giorni fa la release candidate del nuovo sistema operativo Microsoft, e sono rimasto piacevolmente impressionato dal lavoro effettuato dagli ingegneri e dai programmatori per migliorare l’esperienza d’utilizzo.

  • La reattività dell’interfaccia è notevolmente migliorata da Vista: sembra ancora Vista, ma con la velocità di XP. Dal punto di vista grafico poi è anche molto piacevole (ma questo è un parametro fortemente soggettivo).
  • Le migliorie apportate da Vista in ambito di sicurezza sono rimaste, quindi rimane il firewall, il “centro di sicurezza”, Windows Defender etc… ma…
  • l’UAC è decisamente meno invasivo. Ora riesce a riconoscere le modifiche che apporta l’utente al pannello di controllo, eliminando ridondanti richieste di sicurezza e permettendo nel contempo di mantenere la modalità protetta di Internet Explorer.
  • Sono presenti le ultime versioni di IE e WMP.
  • La barra delle applicazioni è stata ridisegnata, con icone più grandi e funzionalità di preview migliorate.Windows%20Taskbar%20Previews

Queste sono le migliorie che ho notato nei pochi giorni che ho avuto a disposizione per provarlo. Windows 7 è davvero ciò che Vista sarebbe dovuto essere: reattivo, piacevole e semplice. E’ come se avessero unito i tratti migliori dei 2 sistemi operativi precedenti in unico sistema piacevole da usare.

Una canzone d’amore

6 Giugno 2009

Questo è il titolo di una canzone degli 883, dall’album “La donna, il sogno e il grande incubo” che parla della difficoltà che si ha ad esprimere un sentimento come l’amore in tutte le sue sfaccettature.

Si tratta di una delle mie canzoni preferite, ma non tanto per la musica, il ritmo o quant’altro (la stessa “Come mai” degli 883 mi evoca emozioni più profonde), ma perchè contiene una delle frasi più belle che abbia mai sentito. Magari non sarà un verso di Dante, o non sarà un carme di Catullo stilisticamente parlando, ma quando l’ho sentita mi ha proprio “colpito”:

Se un giorno
Io riuscissi a entrare
Nei sogni tuoi
Mi piacerebbe disegnare
Sulla lavagna del tuo cuore
I sogni miei
I sogni miei lo sai

Includo anche un video della canzone (la frase in questione è al minuto 1:45):

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