Posso dire di aver avuto il piacere di acquistare online il set di dvd edito dalla Dynit de “La malinconia di Haruhi Suzumiya“. Il set consiste di quattro dvd, e il primo è accompagnato da un cofanetto di cartone rigido che permette di conservare tutti e 4 i dvd. Tuttavia, per una corretta conservazione è bene rimuovere i rivestimenti di cartoncino dei singoli dvd, che altrimenti risultano impossibili da inserire (lo spazio non basta). Insieme al primo dvd viene anche un wallscroll, un “poster in tessuto”, e l’edizione è limitata e numerata.

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L’edizione è curata davvero bene: gli episodi sono in ordine cronologico, ma tra gli extra sono presenti anche le anticipazioni orginali della versione televisiva, tradotte in italiano. Questo accorgimento, insieme al fatto che l’ultimo dvd è accompagnato da una lista con l’ordine originale di trasmissione, impreziosisce l’opera.

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Per quanto riguarda il comparto audio, è presente l’italiano (in 2.1 e in 5.1) e l’originale giapponese (in 2.1 solamente, ma anche in Giappone c’è stata questa limitazione). Le canzoni “God knows” e “Lost my music”, che svolgono un ruolo centrale nel dodicesimo episodio, non sono state doppiate e conservano il cantato giapponese. Secondo me, almeno come extra, si poteva includere anche la versione inglese, a mio avviso molto bella, delle due canzoni.

Altra gemma di questa edizione sono i menù del dvd, fatti molto bene, e in particolare le musiche di sottofondo che accompagnano la scelta dei capitoli di un episodio: una su tutte, la versione chiptune della sinfonia n.7 di Shostakovic per l’episodio “Il giorno del Sagittario” (ma anche la musica associata all’episodio “La noia di Haruhi Suzumiya” è molto bella).

Tra gli extra si annoverano le sigle originali, senza titoli di testa o di coda, e un corso per imparare a ballare l”‘Hare Hare Yukai”, la musica finale di ogni episodio ballata anche dai protagonisti stessi.

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Death Note

26 Marzo 2009

Ho scoperto questo anime guardando MTV, e devo dire che mi ha fatto riflettere molto, soprattutto per le questioni etiche affrontate. Se dovessi riassumere tutta la questione in una sola frase, la frase in questione sarebbe: “Il fine giustifica i mezzi?”.

Credo che chiunque l’abbia guardato non abbia potuto fare a meno di chiedersi se avrebbe seguito o meno le stesse azioni del protagonista Light Yagami, ovvero giustiziare i criminali scrivendone il nome su un quaderno. La bellezza di questo anime sta tutta in questo, decidere da che parte stare: i protagonisti sono due. Da una parte il giustiziere criminale, dall’altra L, una “macchina da guerra” programmata per trovare Kira.

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Personalmente, dovendo esprimere un guidizio, per quanto razionale e freddo io possa essere non riuscirei mai a condannare a morte una persona solo scrivendone il nome su un quaderno (ma se è per questo nemmeno facendo qualunque altra cosa). Preferisco calarmi nella parte di L, che sembra avere sempre tutto sotto controllo, che ha un’aria di mistero indecifrabile, come se sapesse sempre come devono andare le cose, operando sempre per deduzione e induzione logica.

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A parte le questioni etiche, l’anime è realizzato superbamente e in particolare le due sigle sono molto azzeccate. Inoltre i personaggi principali, Light e in particolar modo L, sono dotati di un carisma eccezionale. L’unica nota dolente è la seconda parte della serie, quando entra in scena Near, che non ha lo stesso stile che ha L, a mio modesto parere.

The Day of Sagittarius

26 Marzo 2008

L’undicesimo episodio di The Melancholy of Haruhi Suzumiya (tredicesimo in ordine cronologico) è uno dei miei episodi preferiti, forse il mio preferito, di questa serie.

Il vero tocco di stile dell’episodio è la presenza della Sinfonia n.7 di Shostakovich “Leningrad“, scelta azzeccata per il contesto, e dalla trasformazione in chiptune della sinfonia al momento di passaggio dalla fantasia dei personaggi alla realtà del cartone. Questo è stato senza dubbio un accorgimento straordinario, che prova di quanta classe si può far mostra nella realizzazione di un anime.

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Un altro tocco di classe è la scrittura di codice C realmente funzionante da parte di Yuki sul suo computer durante la partita: il programma, benchè incompleto, può effettivamente modificare codice in esecuzione.

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Mi torna in mente questa frase pronunciata da uno dei miei professori (uno che il professore lo faceva sul serio, non come tanti altri). Il discorso era arrivato sul punto di decidere se fosse giusto o meno raccontare ai bambini le favole. Ricordo ancora le (quasi) testuali parole del professore, che disse: “Raccontare delle favole ai bambini è sbagliato, ma dirgli che andrà tutto bene è criminale. Nella vita infatti non va tutto bene…”.

Infatti, raccontando loro ciò, si permette ai bambini di crearsi delle aspettative che non verranno poi rispettate, generando delusione e quindi dolore.

Proprio a questo proposito voglio citare l’anime “School Days“. Devo certamente ammettere di aver iniziato a guardarlo per la sua sfumatura hentai, ma alla fine mi è parso evidente che rappresenta bene il principio discusso qui: il finale della serie infatti è “leggendario“.

Riporto questo sito, AnimePaper, che mette a disposizione moltissimi sfondi ad alta qualità (minimo 800×600), riguardanti per lo più anime giapponesi.

Tutti gli sfondi sono selezionati da persone in carne ed ossa, per questo la qualità è molto elevata.

E’ richiesta una registrazione, per fortuna per nulla invasiva. C’è un limite giornaliero al numero di sfondi scaricabili, ma è più che sufficiente per le esigenze di un utente medio.

Sigla di Ranma

29 Febbraio 2008

Oltre alle sigle di GTO, un’altra sigla che mi piace molto è quella di Ranma ½. Oltre che ad essere molto musicale anche nella versione originale, è una delle poche che ha subito una traduzione in italiano decente, sempre dal punto di vista musicale (non sicuramente da quello della fedeltà della traduzione).

Ecco l’originale:

Mentre ecco la versione italiana (la qualità non è eccelsa):

Dato che ho dedicato un post alla sigla di apertura della seconda parte della serie, mi sembra opportuno parlare anche della prima sigla, che ha come sottofondo “Driver’s High” dei L’Arc-en-Ciel:

Ed ecco il video originale (Link Broken):

Le parti più interessanti della sigla sono l’inizio e la fine. L’inizio è memorabile: il rombo di accensione di una macchina viene fatto passare per lo sciacquone del water (forse un riferimento all’ecletticità di Onizuka?).

La fine è senza alcun dubbio imperdibile: davanti a uno specchio, Onizuka si disegna un bersaglio sul corpo e si spara, o meglio spara al proprio riflesso. Questa scena lascia spazio alle interpretazioni, io la vedo come una provocazione: bisogna essere sempre coraggiosi (sparare a se stessi e saper quindi rinunciare a tutto), ma mai stupidi.

GTO sigla apertura

15 Febbraio 2008

Riporto il video di apertura della seconda parte della serie GTO, da Youtube (qui invece quella della prima parte):

Ed ecco la versione originale cantata dai Porno Graffitti (Link broken):

Interessante notare come, oltre ad alcune parole in mezzo alla canzone, gli ultimi due versi siano in inglese.

La mia parte preferita della sigla iniziale è quando Onizuka sfreccia sulla sua moto, inquadrato solo in faccia, con il paesaggio che scorre sulle lenti, gli occhi che si scorgono solo di sfondo e i capelli al vento: mi piacerebbe fare lo stesso alemno una volta.

La moto di Onizuka

8 Febbraio 2008

Nell’anime GTO Onizuka è visto guidare molti tipi di moto, ma quella universalmente riconosciuta come la sua moto è la Kawasaki Z2 (modificata con il motore di una Z1). Eccone una foto, presa dal sito Motorcyclespecs:

Kawasaki Z2

Quanto vale il mondo?

1 Febbraio 2008

Nel quarto episodio di “The Melancholy of Harui Suzumiya” la storia ruota attorno a una partita di baseball.

Attenzione, ciò che segue potrebbe essere fonte di spoilers.

Harui raggruppa una squadra assemblata alla buona per vincere un torneo dello sport americano per eccellenza, ma i componenti non si dimostrano all’altezza della squadra avversaria. In caso di sconfitta, il mondo sarebbe a rischio per via della reazione che Harui avrebbe in seguito a ciò. In un momento decisivo il protagonista, Kyon, pronuncia una frase che mi ha colpito molto:

“I know. After all, the fate of the entire world is resting on my pitch. I guess the world’s not worth very much”

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(“Lo so. Dopotutto, il destino di tutto il mondo dipende dal mio tiro. Immagino che il mondo non valga granchè”)

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