Primo degli ultimi o ultimo fra i primi?

“Io pria torrei
Servir bifolco per mercede, a cui
Scarso e vil cibo difendesse i giorni,
Che del Mondo defunto aver l’impero.”

Queste sono le parle che Achille rivolge a Odisseo nel canto XI dell’Odissea (dalla traduzione di I.Pindemonti), a seguito dell’invito di quest’ultimo a riposare in pace. Come ogni traduzione, il fascino dell’originale sarebbe stato un’altra cosa, ma bisogna saper arrangiarsi.

In circa 4 versi, il protagonista dell’Illiade esprime un dilemma che ancora oggi si può applicare in qualunque situazione (caratteristica tipica dei poemi omerici). Il senso è chiaro: meglio ultimo fra i vivi che primo fra i morti.

In realtà, la questione meriterebbe un approfondimento migliore di un paio di righe, ma in linea di massima posso dire che la scelta non è mai uniforme per tutti i contesti. Molti sono i fattori che influenzano questa scelta, che cambiano inoltre da persona a persona. Ritornerò sull’argomento più avanti per non appesantire troppo il post.

Cosa molto interessante da notare però è la continuazione di questi versi, che pongono in evidente contraddizione Achille:

“Su via, ciò lascia, e del mio figlio illustre
Parlami in vece. Nelle ardenti pugne
Corre tra i primi avanti? “

In realtà questi versi evidenziano un concetto differente rispetto a quello che stavamo analizzando, ma valeva comunque la pena segnalarli per svilupparli eventualmente un’altra volta.

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Primo degli ultimi o ultimo fra i primi?

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