Che ruolo ha la divinità nel pensiero platonico?

Rispondiamo subito a questa domanda, in perfetta contrapposizione con quello che normalmente succede con domande di natura filosofica: la divinità è il filosofo.

Come siamo arrivati a questa conclusione? Per Platone non esiste un Dio creatore (creatio ex nihilo), come del resto per tutti i Greci. C’è tuttavia un demiurgo, un dio che ordina la materia esistente secondo modelli che sono le idee. Nel farlo, compie quel movimento di sinossi e diairesi già accennato, lo stesso al quale noi arriviamo per induzione. Noi, in senso lato, stiamo facendo filosofia, per cui noi, i filosofi, facciamo quello che il demiurgo fa.

Ne consegue che la divinità è il filosofo: infatti anche Platone definisce più volte il filosofo divino, nei suoi dialoghi.

Ma la conseguenza più paradossale di tutto questo discorso, e qui pecchiamo di superbia, è che il procedimento funziona anche all’inverso: ne conseguirebbe che noi, i filosofi, siamo degli dei (e abbiamo peccato due volte: la prima perchè supponiamo di essere filosofi, la seconda perchè supponiamo di essere degli dei). In fondo ognuno di noi di si sente un dio.

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