La superbia

Non c’è sicuramente bisogno di dire quanto la Divina Commedia sia un’opera staordinaria e senza tempo. Nonostante ciò, ritengo opportuno comunque segnalare questo verso, dal Canto XXVI (quello di Ulisse):

“de’ remi facemmo ali al folle volo,

A mio parere, questo famoso verso è una delle metafore più belle, in quanto riassume in appena 11 sillabe cìò che ha condotto alla dannazione Ulisse (dove Ulisse rappresenta l’uomo moderno): i remi, gli strumenti quotidiani, si sono trasformati in ali, aspirando a qualcosa al di fuori della loro portata.

Proprio questa follia, termine usato parcamente nella Divina Commedia, con il significato di “superbia”, è l’oggetto di tutto il canto.

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