Aut ego fallor, aut ego laedor

Queste parole, dal valore ironico, sono pronunciate da Giunone nel primo libro delle Metamorfosi di Ovidio (vv. 607-608) poichè pensa di essere stata tradita da Zeus.

Letteralmente “O mi inganno, o subisco un danno”, questa struttura presenta un fortissimo parallelismo, tra le due congiunzioni (‘o’ esclusivo), tra i due pronomi (che enfatizzano la presenza di un soggeto che potrebbe essere sottinteso) e tra i due verbi, entrambi deponenti (l’azione perciò riguarda molto da vicino il soggetto).

Riporto l’espressione perchè mi ha colpito per la sua brevità ed espressività. Praticamente dice: “O ho cannato del tutto, o Zeus mi sta prendendo per il culo”.

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Aut ego fallor, aut ego laedor

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