Marziale e la vita del saggio

Dal quinto libro degli Epigrammi di Marziale, riporto il testo numero 58:

Cras te victurum, cras dicis, Postume, semper.
Dic mihi, cras istud, Postume, quando venit?
Quam longe cras istud, ubi est? Aut unde petendum?
Numquid apud Parthos Armeniosque latet?
Iam cras istud habet Priami vel Nestoris annos.
Cras istud quanti, dic mihi, posset emi?
Cras vives? Hodie iam vivere, Postume, serum est;
Ille sapit quisquis Postume, vixit heri.

L’uomo saggio dunque non vive nel domani: è già vissuto ieri.

Traduzione (di Simone Beta):

Domani, mi dici sempre che vivrai domani, Postumo.
Ma dimmi, questo “domani”, quando arriva?
Dov’è questo “domani”? È lontano? Dove si trova?
Si nasconde forse tra i Parti e fra gli Armeni?
Ormai questo “domani” ha gli anni di Nestore o di Priamo.
Quanto costa, dimmelo, questo “domani”?
Vivrai domani? Vivere oggi, Postumo, è già tardi:
il vero saggio, Postumo, è vissuto ieri.

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