Gödel, Escher, Bach. Ovvero come far sfigurare Eliot e Joyce.

Ho iniziato recentemente a leggere questo libro di Douglas Hofstadter, vincitore tra l’altro del premio Pulitzer per questa stessa opera, dopo aver visto quasi per caso il corso appositamente dedicato sul sito MIT Opencourseware.

L’argomento del libro mi ha affascinato fin da subito: la ricerca dell’intelligenza artificiale, come una coscienza possa emergere da un insieme di atomi apparentemente privi di collegamento. Nel condurre questa ricerca, l’autore indaga alcuni tra i temi più interessanti della matematica e dell’informatica moderna: dal teorema di Godel alla macchina di Turing, passando per la ricorsione. Condisce tutto con una spruzzata di musica e arte (rispettivamente Bach ed Escher) che non appesantisce l’esposizione, ma sembra anzi amalgamarsi alla perfezione.

Inutile dire che la difficoltà media di comprensione è elevatissima: anche con l’uso di metafore, semplificazioni, esemplificazioni e addirittura dialoghi che hanno un che di platonico, i concetti spiegati sono incredibilmente complessi. Il dialogo “Piccolo labirinto armonico” riuscirebbe a far girare la testa anche al più sistematico dei pensatori razionali, in quanto mette a dura prova le capacità ricorsive della nostra mente.

Tratterò di questo libro più approfonditamente in seguito, ora invece vorrei concentrarmi su un giudizio di Martin Gardener riportato in quarta di copertina, che afferma: “La struttura di questo libro è satura di complicato contrappunto non meno dell’Ulisse di Joyce”.

Dopo essere stato costretto a studiare per anni autori come Laurence Sterne, Eliot e Joyce, posso dire che Gardener è “in torto”. Perchè in confronto a questo libro, Gente di Dublino è una storiella per depressi. In confronto ai disegni di Escher, i ghirigori di Sterne sono scarabocchi di un bambino. In confronto alla complessità di significato di quest’opera,  “The Waste Land” è un libro aperto.

Vorrei vedere i professori che in questi anni mi hanno costretto a studiare questi autori come se fossero portatori di verità rivelate, come se fossero il meglio della produzione dell’umanità, a leggere questo libro. O forse non hanno le palle per studiare abbastanza matematica da capire quest’opera d’arte e si rifugiano nell’ambiguo mondo della retorica?

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Gödel, Escher, Bach. Ovvero come far sfigurare Eliot e Joyce.

Un pensiero su “Gödel, Escher, Bach. Ovvero come far sfigurare Eliot e Joyce.

  1. Ravecca Massimo ha detto:

    Il mio ebook (amazon): Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Riprende i ltema della ricorsività, dei giochi di specchi e lo dimostra essere associato alla manifestazione del genio, in svariati campi. Una prosecuzione del lavoro di Hofstadter.

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