La contingenza e’ una prigione o un’opportunita’?

Premetto che io sono contrario a qualunque tipo di conflitto “materiale”, e che non voglio esprimere giudizi politici su nessuno, la mia e’ solo una riflessione “teorica”.

Mi trovavo a riflettere su una frase di Donald Rumsfeld, ex segretario della Difesa degli USA: si combattono le guerre con gli eserciti che si hanno, non con quelli che vorresti avere.

Se estraiamo la frase dal suo contesto, si ottiene quella che sembra veramente una tautologia: quasi mai nella vita siamo pronti ad affrontare cio’ che ci viene (in)contro. Se si pensa alla contingenza come alle condizioni del momento, in ogni istante siamo limitati da cio’ che abbiamo rispetto a cio’ che vorremmo.

Per avere un esempio concreto, basta pensare alla scienza dell’informazione: si puo’ risolvere un problema adottando o un approccio di forza bruta, aumentando la potenza di calcolo a disposizione, o usando un algoritmo piu’ sofisticato.

La domanda che mi ha lasciato perplesso e’ dunque: una persona limitata dalla contingenza, e’ imprigionata perche’ non puo’ esprimere le sue potenzialita’ (o presunte tali) o e’ virtuosa perche’ puo’ e deve superare la difficolta’ con i mezzi che ha a disposizone?

Annunci
La contingenza e’ una prigione o un’opportunita’?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...