Come vedere oltre le tette negli anime

Riporto questa serie di articoli da seventhstyle che spiega come apprezzare meglio gli anime e tutte le illustrazioni simili. Come dice il primo articolo della serie:

C’è differenza tra vedere delle parole e leggere.

Non solo yuri, ma anche equilibrio di colori...
Non solo yuri, ma anche equilibrio di colori…

In particolare, nel primo articolo sono analizzati gli elementi base impiegati negli anime: linee, trame, forme, colori etc..

Vi è poi un intermezzo che si sofferma sulla definizione di anime in particolare.

Nell’ultimo articolo (anche se ne è previsto ancora un altro) si parle invece dei principi impiegati: equilibrio, ritmo, proporzione etc…

Trovo che questa serie di articoli sia illuminante, soprattutto per chi, come me, ha un background culturale prettamente scientifico e il senso estetico di una cozza attaccata a uno scoglio.

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Una delle immagini che preferisco da questa serie di articoli

Come vedere oltre le tette negli anime

[Anime] Steins;Gate

Steins;Gate è un anime recente, calco dell’omonimo videogioco. Si tratta di una serie di 24(+1) episodi, la cui tematica principale è il viaggio nel tempo. Quindi, se non si è amanti del genere e dei paradossi ad esso connessi, è meglio lasciar perdere.

Tuttavia, io adoro questo tipo di storie. Non voglio svelare niente della storia, ma solo evidenziare una grande cura nei dettagli. Non trovavo un anime così dai tempi di Haruhi Suzumiya. Tutti i personaggi sono altamente carismatici, ma un plauso va ovviamente al protagonista. Che al primo impatto sembra semplicemente uno svitato, e invece riserva più buon senso di quanto ci si potrebbe aspettare.

Senza ombra di dubbio un anime che consiglio, senza se e senza ma. Proprio in questi giorni sta uscendo il dub ufficale in inglese, e spero vivamente in un dub ufficiale italiano.

[Anime] Steins;Gate

D.Gray-man

Negli ultimi tempi ho iniziato la visione della serie D.Gray-man. Come al solito, evito di descriverla perchè c’è già molto materiale in rete, e mi limito a qualche commento e opinione veloci.

The cover of the first tankōbon released in Ja...

Questo anime esce un po’ dai miei canoni, specialmente per quanto riguarda la quantità di episodi. Si tratta infatti di 103 episodi in due serie. Di solito preferisco anime più corti, per evitare filler e quella che a me piace chiamare la “sindrome di Dragon Ball” (intendo tutto l’insieme di quegli escamotage per allungare il tempo di visione, come il riassunto a inizio di ogni puntata).

Nonostante questo, mi sento di consigliare in ogni caso la visione di questo anime perchè la storia non è brutta, e i personaggi sono caratterizzati molto bene (pregio di avere molte puntate è che si può fare tutto con più calma). In particolare, il mio preferito è il generale Cross, che purtroppo compare poco. Ma è anche da questo che deriva il suo fascino.

Al momento è disponibile solo in giapponese, mentre in inglese è stata tradotta solo la prima serie. Nel (poco probabile) caso dovesse essere tradotto in italiano, sarebbe sicuramente qualcosa che comprerei.

D.Gray-man

[Anime] A Certain Magical Index

Rimando alla pagina di Wikipedia per dettagli sulla trama e sui personaggi (non voglio riscrivere in salsa diversa quello che già si può trovare in altri siti). Mi limiterò qui ad alcuni commenti e a un giudizio (personale) complessivo sulle prime due serie.

La trama mi è sembrata interessante, con la contrapposizione tra il mondo della magia e il mondo della scienza. I personaggi sono tutti molto carismatici, a parte Index, che mi sembra quasi un eccesso di fan-service. Nella seconda serie addirittura se ne potrebbe quasi fare a meno: mentre nella prima aveva un ruolo di primo piano, in seguito invece mi è sembrato che si tendesse a tenerla un po’ troppo fuori dagli avvenimenti, affidandole solo ruoli marginali.

Altro difetto della seconda serie è l’eccessiva stupidità del protagonista: dopo aver appurato nella prima serie che la sua mano funziona contro tutti i tipi di fenomeni soprannaturali, perchè nella seconda gli altri personaggi devono dirgli di continuo “tocca questo, tocca quello”? Perchè si perde in dialoghi infiniti con i nemici?

Inutile dire come, ovviamente, io faccia il tifo per Misaka per quanto riguarda la storia d’amore con il protagonista. L’altra è semplicemente troppo stupida.

In conclusione direi un buon anime tutto sommato, ma mi riservo di attendere il finale prima di dare un giudizio più oggettivo. Discorso completamente diverso per “A Certain Scientific Railgun”, di cui però parlerò in un post separato magari (serie molto bella, divertente e “self-contained”).

 

[Anime] A Certain Magical Index

[Anime] City Hunter

Mitico cartone giapponese anni ’80, mi faceva sognare da piccolo e mi diverte ancora adesso. Ovviamente tutti vorremmo essere il Ryo Saeba di turno: cazzone, ma infallibile nel momento del bisogno.

Ricordi mitici di questo cartone sono la 357 magnum, i nomi grotteschi della traduzione italiana (il nome di ogni personaggio viene italianizzato in maniera ridicola, ma alla fine l’effetto è esilerante) e le spalle larghissime dei personaggi: non credo che il giapponese medio abbia una corporatura degna di un lottatore di wrestling. Ma è un cartone, ed è proprio questo il bello.

[Anime] City Hunter

[Anime] Ouran High School Host Club

Ecco un vero pezzo da novanta. “Ouran High School Host Club” e’ un anime del genere shojo, ma non bisogna farsi ingannare: e’ un vero e proprio teatro dell’assurdo. Protagonisti sono un gruppo di ragazzi molto facoltosi che usano il loro tempo libero a scuola per intrattenere le ragazze in un club creato appositamente per questo. La storia inizia quando un ragazzo si presenta, per sbaglio, in questo club. Gli eventi quindi “precipitano”, perche’ il club vorrebbe che questo ragazzo, molto affascinante, si unisse a loro. Ma questo ragazzo in realta’ e’ una ragazza di nome Haruhi (non lo considero uno spoiler, perche’ avviene tutto nella prima puntata).

L’anime in questione e’ un pezzo da novanta perche’ rovescia completamente il solito canovaccio. Non e’ che non ci siano storie d’amore, anzi. E’ pieno zeppo di storie d’amore, ma vengono ridicolizzate e comicizzate nei modi piu’ fantasiosi. Senza contare i continui equivoci e fraintendimenti. La risata e’ garantita dalla parodia continua degli altri anime di questo genere.

I personaggi sono i classici “tipi” che compaiono nelle altre serie: il “principe”, quello serio, il duro, il tenero etc… Proprio i personaggi sono il punto di forza di questa serie: il momento serio infatti non e’ nell’amore dei protagonisti, ma nel loro sviluppo e nella scoperta del loro background. Essi hanno una buona caratterizzazione, che li fa rimanere impressi in maniera positiva.

Il mio preferito ovviamente e’ Kyoya, perche’ nonostante sia raramente al centro dell’attenzione, lavora di continuo affinche’ tutto funzioni. E poi e’ il classico tipo che non sbaglia mai. Il classico tipo “figo”.

Sfortunatamente, non esiste una versione in italiano, benche’ sia uscito nel 2006. Direi che come mancanza e’ abbstanza grave: in tutto questo tempo nessuno si e’ preso la briga di tradurlo? La versione inglese fortunatamente e’ assolutamente godibile, e anche facilmente reperibile.

[Anime] Ouran High School Host Club

[Anime] Maid Sama!

Proseguo la mia “rassegna” di anime estiva con la serie Maid Sama!, sempre del genere shojo, che parla di una integerrima studentessa che per motivi economici e’ costretta a lavorare segretamente in un maid-café. Rimando all’articolo su Wikipedia per approfondimenti sulla trama e personaggi. Come al solito, riporto qui solo il mio giudizio sintetico.

Non e’ eccessivamente lungo (26 episodi+1 “fuoriserie”): io apprezzo le serie che non si dilungano troppo. I personaggi sono molto carismatici: il “misterioso” Usui e l’inflessibile Misaki sono ovviamente quelli che risaltano di piu’, ma segnalo anche il trio degli idioti, la sorella di Misaki e i compagni di scuola sono molto divertenti.

Uno dei punti di forza e’ sicuramente la comicita’: si ride di continuo, grazie all’assurdita’ delle situazioni. Non manca ovviamente la classicissima parte “romantica” (che tuttavia risulta godibilissima, mai pesante).

Ottimo anime, vale sicuramente la pena di vederlo tutto. Peccato che, essendo relativamente recente, manca di una versione italiana (e ne esiste una sola versione inglese, doppiata dalla Animax, di reperibilita’ abbastanza difficoltosa).

[Anime] Maid Sama!