Breath of Fire: Dragon Quarter

Dopo una decina d’anni ho ripescato questo gioco dalla fossa dei giochi non terminati. Grazie a una guida online sono riuscito a portarlo a termine, nonostante la sua rilevante difficoltà.

Breath of Fire: Dragon Quarter
Breath of Fire: Dragon Quarter (Photo credit: Wikipedia)

Diciamo che “rilevante difficoltà” è un eufemismo: questo gioco è una pena infinita, e non mi sorprende che abbia decretato la fine della gloriosa saga di Breath of Fire. Il sistema SOL è una buona idea, e tale resta. Ci si ritrova a dover fare ore e ore di grinding con un meccanismo complicato che rende in compenso molto semplice la perdita dei progressi ottenuti. Il sistema PETS invece è un pelo meglio, precede in un certo senso quello che sarà il sistema di combattimento di Final Fantasy 12.

La localizzazione lascia il tempo che trova, ma non è che giocato in originale sia molto meglio: ci sono buchi di trama, i personaggi sono spesso sviluppati male (vedi i reggenti, o l’assenza di background per Lin e lo stesso protagonista).

Tutto sommato non è proprio da buttare via, ma quando un gioco fa venire il nervoso quando ci giochi, significa che è stato sbagliato più di qualcosa. Resta comunque il suo grandissimo potenziale (sprecato, purtroppo).

Breath of Fire: Dragon Quarter

[Anime] A Certain Magical Index

Rimando alla pagina di Wikipedia per dettagli sulla trama e sui personaggi (non voglio riscrivere in salsa diversa quello che già si può trovare in altri siti). Mi limiterò qui ad alcuni commenti e a un giudizio (personale) complessivo sulle prime due serie.

La trama mi è sembrata interessante, con la contrapposizione tra il mondo della magia e il mondo della scienza. I personaggi sono tutti molto carismatici, a parte Index, che mi sembra quasi un eccesso di fan-service. Nella seconda serie addirittura se ne potrebbe quasi fare a meno: mentre nella prima aveva un ruolo di primo piano, in seguito invece mi è sembrato che si tendesse a tenerla un po’ troppo fuori dagli avvenimenti, affidandole solo ruoli marginali.

Altro difetto della seconda serie è l’eccessiva stupidità del protagonista: dopo aver appurato nella prima serie che la sua mano funziona contro tutti i tipi di fenomeni soprannaturali, perchè nella seconda gli altri personaggi devono dirgli di continuo “tocca questo, tocca quello”? Perchè si perde in dialoghi infiniti con i nemici?

Inutile dire come, ovviamente, io faccia il tifo per Misaka per quanto riguarda la storia d’amore con il protagonista. L’altra è semplicemente troppo stupida.

In conclusione direi un buon anime tutto sommato, ma mi riservo di attendere il finale prima di dare un giudizio più oggettivo. Discorso completamente diverso per “A Certain Scientific Railgun”, di cui però parlerò in un post separato magari (serie molto bella, divertente e “self-contained”).

 

[Anime] A Certain Magical Index

[Anime] City Hunter

Mitico cartone giapponese anni ’80, mi faceva sognare da piccolo e mi diverte ancora adesso. Ovviamente tutti vorremmo essere il Ryo Saeba di turno: cazzone, ma infallibile nel momento del bisogno.

Ricordi mitici di questo cartone sono la 357 magnum, i nomi grotteschi della traduzione italiana (il nome di ogni personaggio viene italianizzato in maniera ridicola, ma alla fine l’effetto è esilerante) e le spalle larghissime dei personaggi: non credo che il giapponese medio abbia una corporatura degna di un lottatore di wrestling. Ma è un cartone, ed è proprio questo il bello.

[Anime] City Hunter

Zero Punctuation

Zero Punctuation è una serie di review molto brevi, da circa cinque minuti l’una, su alcuni dei videgiochi più famosi degli ultimi anni. Nata nel 2007 (rimando all’articolo su Wikipedia per la storia), le caratteristiche peculiari di queste recensioni sono la parlata molto rapida del recensore (da cui il nome “Zero Punctuation”), le animazioni molto semplici ma al tempo stesso incredibilmente divertenti e, dulcis in fundo, un sarcasmo tagliente sugli aspetti peggiori di ogni gioco.

Per osservare queste caratteristiche basta guardare ad esempio la recensione di Pokemon White:

Zero Punctuation

Il (quasi) ritorno di PK!

Ultimamente sono stato molto impegnato con gli esami, e mi dispiace non aver scritto molto. Ma ritorno a farlo per parlare di un fumetto a cui avevo già dedicato un post, e che mi è rimasto nel cuore: PKNA.

Sta uscendo in questo periodo la ristampa di tutte e tre le serie di questo mitico fumetto (anche se, per quanto mi riguarda, considero quasi sempre e solo la prima). Non può che farmi piacere il fatto che anche le nuove generazioni possano scoprire una tale meraviglia, anche se c’è un po’ di delusione nel vedere che si tratta solo di una ristampa.

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Il (quasi) ritorno di PK!