Breath of Fire: Dragon Quarter

Dopo una decina d’anni ho ripescato questo gioco dalla fossa dei giochi non terminati. Grazie a una guida online sono riuscito a portarlo a termine, nonostante la sua rilevante difficoltà.

Breath of Fire: Dragon Quarter
Breath of Fire: Dragon Quarter (Photo credit: Wikipedia)

Diciamo che “rilevante difficoltà” è un eufemismo: questo gioco è una pena infinita, e non mi sorprende che abbia decretato la fine della gloriosa saga di Breath of Fire. Il sistema SOL è una buona idea, e tale resta. Ci si ritrova a dover fare ore e ore di grinding con un meccanismo complicato che rende in compenso molto semplice la perdita dei progressi ottenuti. Il sistema PETS invece è un pelo meglio, precede in un certo senso quello che sarà il sistema di combattimento di Final Fantasy 12.

La localizzazione lascia il tempo che trova, ma non è che giocato in originale sia molto meglio: ci sono buchi di trama, i personaggi sono spesso sviluppati male (vedi i reggenti, o l’assenza di background per Lin e lo stesso protagonista).

Tutto sommato non è proprio da buttare via, ma quando un gioco fa venire il nervoso quando ci giochi, significa che è stato sbagliato più di qualcosa. Resta comunque il suo grandissimo potenziale (sprecato, purtroppo).

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Breath of Fire: Dragon Quarter

Fantasia finale, delusione totale

Sono sempre stato un appassionato della serie Final Fantasy, fin dal primo capitolo a cui giocai molti anni fa, l’ottavo. Nel corso degli anni ho sempre aspettato trepidante l’uscita di un nuovo capitolo, e nel frattempo mi sono procurato anche quelli precedenti.

Tuttavia adesso non voglio tanto soffermarmi su quanto siano belli i giochi di questa serie, almeno fino al decimo, ma piuttosto su come ci sia stato un declino totale dopo il decimo episodio, che è anche il mio preferito (salviamo anche il suo seguito, che resta un gran gioco dopo tutto quello che è venuto dopo…).

Tracurando per semplicità l’undicesimo, che non ha nulla a che fare con Final Fantasy per quanto mi riguarda (è solo un mmorpg che ne sfrutta il nome), che qualcosa non andasse per il verso giusto si era già intuito con il dodicesimo capitolo. Dopo aver atteso una vita perchè uscisse, è stata una mezza delusione, specialmente sul piano della storia e della cartterizzazione dei personaggi (e qui servirebbe un post intero per spiegare).

Continua a leggere “Fantasia finale, delusione totale”

Fantasia finale, delusione totale

Zero Punctuation

Zero Punctuation è una serie di review molto brevi, da circa cinque minuti l’una, su alcuni dei videgiochi più famosi degli ultimi anni. Nata nel 2007 (rimando all’articolo su Wikipedia per la storia), le caratteristiche peculiari di queste recensioni sono la parlata molto rapida del recensore (da cui il nome “Zero Punctuation”), le animazioni molto semplici ma al tempo stesso incredibilmente divertenti e, dulcis in fundo, un sarcasmo tagliente sugli aspetti peggiori di ogni gioco.

Per osservare queste caratteristiche basta guardare ad esempio la recensione di Pokemon White:

Zero Punctuation

Forever alone (?)

Non ho potuto fare a meno di immedesimarmi in questo articolo di The Escapist, su come la serie Final Fantasy abbia influenzato il modo di vedere le relazioni amorose. Non condivido però totalmente la tesi dell’autore: secondo me, il romanticismo della serie non è tutto da buttare via. Vero, sarà distante dalla realtà, e vero, ci sono altri giochi che mettono in evidenza aspetti diversi di una relazione, ma tutto sommato le storie di Final Fantasy ci permettono di sognare. Sarà un clichè, ma a me piacerebbe ancora fare il cavaliere che salva la ragazza dal drago, benchè questo nella realtà non capiti mai…

Riporto interamente l’articolo, perchè la ridondanza è una virtù in certi casi…

Final Fantasy Made Me a Bad Boyfriend
| 14 February 2012 4:00 pm

I’ve always had a particular respect for the original Donkey Kong, not that I find it to be particularly enthralling. If we’re being honest, I’ve never actually played it. I just can’t help but be impressed by a game that poses of the question, “What could motivate a man to do battle with a giant gorilla?” and succinctly answers “A woman.” Continua a leggere “Forever alone (?)”

Forever alone (?)

Yoshitaka Amano, Klimt e Toulouse-Lautrec

Le opere di alcuni autori di fine ‘800 e inizi ‘900, tra cui Henri de Toulouse-Lautrec e Gustav Klimt, mi ricordano i disegni di Yoshitaka Amano, disegnatore della serie Final Fantasy. Non sono un critico d’arte, è solo una sensazione a prima vista.

Ecco alcuni disegni di Amano:

Il primo disegno è un modello per Sephiroth, il nemico di Final Fantasy 7. Il secondo è invece riprodotto sulle cartucce dello SNES di Final Fantasy 6, ed è anche uno dei miei disegni preferiti. Rappresenta Terra che osserva dall’alto della sua armatura Magitek la città, e la sensazione è che sia in bilico tra l’attaccarla e il contemplarla.

Yoshitaka Amano, Klimt e Toulouse-Lautrec

Heartful Cry

“Heartful Cry” è il titolo di una canzone che viene suonata durante una delle battaglie finali di Persona 3, in particolare nell’episodio “The Answer”.

Senza addentrarmi in questioni che rovinerebbero la trama a chi non ci ha giocato, mi limiterò a dire quanto questa canzone sia adatta alla battaglia in questione.

Per prima cosa, parte un piano che suona il “ritornello” di questa canzone, provocando un moto di nostalgia per il passato (Spoiler: dopo tutte le avventure passate, lottare contro i propri compagni proprio prima della fine fa un certo effetto).

Poi inizia la parte della battaglia, con la chitarra che ripete il ritornello come assolo in più punti.

Allego un video di una performance live (ben sapendo che il link sarà down nel giro di qualche mese).

Heartful Cry

Persona 4 – Hai giocato troppo quando…

Da poco ho avuto il piacere di giocare a questo gioco per Playstation 2, e devo dire di essere rimasto molto, molto contento. Era dai tempi di Final Fantasy X e Kingdom Hearts che un rpg non mi coinvolgeva così tanto.

Persona 4 è un gioco in cui si impersona un ragazzo, il tipico eroe silenzioso, che ha la capacità di entrare nella televisione e usare un misterioso potere per combattere le cosidette “shadows“, i nemici di turno. Il suo compito è quello di salvare la gente che viene buttata dentro alla tv, che viene uccisa se non tirata fuori in tempo.

Protagonisti del gioco

Non solo questo, è un gioco che dà anche grande importanza all’aspetto quotidiano della vita, scandendo le giornate tra mattino a scuola, pomeriggio a salvare la gente e sera a lavorare part-time.

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Chi ci ha giocato sa sicuramente di cosa sto parlando, per cui vorrei condividere uno dei tipici pensieri che si fanno quando si gioca a lungo a un qualunque videogame:

Sai di aver giocato troppo a Persona 4 quando…

  1. Non ti perdi mai le previsioni del tempo. MAI. Per nessuna ragione.
  2. Se la mattina quando ti svegli piove, cominci ad agitarti.
  3. Se c’è nebbia, sudi freddo.
  4. Resti alzato fino a mezzanotte sperando che la tv si accenda da sola mostrando qualche ombra indistinta.
  5. Provi a entrare nella tv prima con la mano, poi con tutta la testa.
  6. Cerchi un fabbro nelle vicinanze perchè possa forgiare le tue armi.
  7. Ti viene da prendere a calci nel sedere ogni persona vestita da pupazzo-orsetto che vedi.
  8. Prendi parte a un corso di recitazione perchè la tua espressione aumenti di livello.
  9. Quando devi dire qualcosa a qualcuno, verifichi che il tuo livello di coraggio sia adeguato.
  10. Il professore ti interroga, e tu rispondi: “PERSONA!!!”
  11. Inizi a capire gli incrompensibili nomi che le magie hanno.
  12. Vai in giro con una katana in una mano e un coltello nell’altra, cercando, se possibile, un luogo dove ci sia anche un poliziotto nelle vicinanze, e inizi ad agitarle a vuoto nell’aria minacciosamente.

Se avete altre idee scrivetele pure.

Persona 4 – Hai giocato troppo quando…